La fantascienza e l’arte di creare armi

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C’è un romanzo, il cui titolo, spiega chiaramente la vocazione della fantascienza a inventare armi: Mr Lars, sognatore d’armi, dell’immenso Philip K Dick. Nel romanzo, il protagonista sognava letteralmente le armi, o meglio, ne concepiva l’abbozzo mentre dormiva. Ma è dai suoi esordi che la fantascienza si pone il problema di quali armi possano sconvolgere la vita nel futuro dell’umanità e in che modo. In un vecchio post su Penne Matte, ne avevamo elencate alcune, viste al cinema. Ovviamente citando la spada laser, un’arma dal forte richiamo fantasy. Altra arma che non si può non nominare il Phaser la pistola portatile di Star Trek. La saga di Predator mostra un armamentario dalla tecnologia avanzata ma che richiama, almeno nelle forme, gli strumenti di guerra delle antiche tribù come lance e boomerang. Poi ci sono le armi dell’ingegneria genetica, come nel film Splice, l’ibrido ottenuto combinando il DNA umano con altri di tipo predatore.

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Nel mio romanzo, Nubila, in uscita per Prospero editore l’11 aprile, ho trattato il tema delle armi suddividendole in tre categorie: armi tecnologiche, armi naturali e arma miracolosa. Le armi tecnologiche sono quelle più tipicamente fantascientifiche: pistole e fucili laser, umani dal DNA modificato per risultare più aggressivi. Le armi naturali sono gli estratti vegetali ottenuti dalle piante che crescono sui pianeti del sistema planetario in cui è ambientata la storia, estratti che combinati e trattati nel dovuto modo permettono di travestirsi e ottenere veleni letali. Sono queste le armi della specie umanoide autoctona del sistema di Nubila che viene sottomessa dagli umani, i quali invece si avvalgono delle armi tecnologiche. C’è poi l’arma miracolosa. Più che un’arma uno strumento che si può trasformare in una minaccia se posseduta dalle mani sbagliate. L’arma miracolosa è una sorta di unione tra la magia e la tecnologia ed è un’arma molteplice, versatile che può risolvere la storia in un senso o in un altro. Forse più che miracolosa sarebbe il caso di definirla arma religiosa o arma metafisica. Ma non voglio spoilerare oltre.

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In questo post volevo più che altro riflettere su come venga automatico scrivere di armi quando si scrive di fantascienza. Diciamo che le armi capitano spesso nella letteratura di genere, ma se nel thriller e nel noir sono meri strumenti momentanei che decidono della vita e della morte di un personaggio, nella fantascienza sono come connaturate al genere, una sua manifestazione di potenza creativa. Significa forse che non c’è progresso tecnologico senza armi?

Ecco qui due liste di armi proprie e improprie stilate sempre per Penne Matte da Stefano Spataro:

Le armi “proprie” della fantascienza
Le armi “improprie” della fantascienza

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